L’approccio osteopatico alla distorsione traumatica della tibio-tarsica in ambito sportivo: studio clinico sperimentale (seconda parte)

15 maggio 2015
Comments: 1
15 maggio 2015, Comments: 1

LA STRUTTURA PODALICA COME “ORGANO DI SENSO”

Nella prima parte di questo articolo avevo focalizzato l’attenzione sul piede considerandolo un vero e proprio “organo di moto”. Proprio la capacità delle articolazioni podaliche di realizzare movimenti triplanari nello spazio, grazie alla particolare conformazione anatomica, consente al piede di entrare in contatto e adattarsi alla superficie d’appoggio, permettendo all’atleta di realizzare il gesto sportivo.
Il piede, parallelamente a un’estrema complessità dal punto di vista muscolo-legamentoso e osteoarticolare, presenta una complessità altrettanto elevata a livello delle strutture neurologiche centrali deputate all’elaborazione della sua motricità.
Ecco la qualifica, che mi permetto di dare alla struttura podalica, anche come “organo di senso”.

PP

IL SISTEMA DI CONTROLLO DELL’AMBIENTE E’ UN CIRCUITO STIMOLO-RISPOSTA

A livello neuro-muscolare ha il suo equivalente elementare nel “riflesso” ovvero nella trasformazione di un eccitamento in una risposta motoria.
In questi circuiti fluiscono segnali di feedback che, attimo per attimo, informano i centri segmentari delle condizioni ambientali in atto, ponendoli nella condizione di valutare l’eventuale differenza fra il comando di moto programmato e quello richiesto da uno specifico gesto motorio da parte dell’atleta e dal controllo delle forze ambientali in continua variazione.
Questi “avvisi” sono raccolti da recettori, strutture complesse atte a essere eccitate da uno stimolo specifico, che dà origine al processo d’informazione di appositi nuclei centrali cui i recettori sono connessi da neuroni sensitivi. Le informazioni non sempre arrivano a livello cosciente, ma spesso sono integrate a vari livelli, spinali e sottocorticali, determinando risposte riflesse.
Questi segnali pervengono al sistema nervoso centrale grazie a recettori situati su:P1

– Cute e tessuto sottocutaneo;
– Capsule articolari;
– Strutture legamentose;
– Tessuto fasciale;
– Muscolatura intrinseca;
– Muscolatura estrinseca;

 

Vista l’importanza del piede come porta d’ingresso degli stimoli ambientali e come base del meccanismo antigravitario, appare logico come si debba impostare il trattamento osteopatico in modo mirato.
Infatti, in occasione di una lesione traumatica della caviglia e/o del piede, esistono sempre importanti perturbazioni dei diversi elementi capsulo-legamentoso-tendinei e mio-osteo-fasciali delle articolazioni podaliche.
Alle lesioni iniziali si aggiunge spesso la formazione di tessuto aderenziale dovuto a fenomeni infiammatori e all’edema (accentuati proprio dall’immobilizzazione). Contratture antalgiche muscolari in una prima fase, seguite poi da un’ipotonotrofia muscolare associata a un certo grado di rigidità rifiniscono il quadro disfunzionale.

IL SISTEMA RECETTORIALE

P2Sempre a causa del trauma si ha inoltre un’importante compromissione dei propriocettori. Tutto ciò comporta il prodursi di errori nell’informazione trasmessa e quindi una risposta inadatta alla situazione.
In tale modo il movimento perderà la sua “funzione armonica” a seconda che l’informazione sia erronea, incompleta o tardiva.
L’approccio osteopatico agisce restituendo il giusto grado di articolarità a tutte le strutture, in modo da assicurare i movimenti fisiologici di tutte le articolazioni e quindi permettere i necessari cambiamenti di assetto podalici.
Liberare il piede dai vincoli osteo-muscolo-scheletrici comporta una parallela liberazione recettoriale, con il ripristino del circuito stimolo-risposta, aspetto fondamentale per far compiere al piede il proprio lavoro correttamente, durante l’esecuzione di un determinato gesto sportivo.
Essendo libero da vincoli articolari e avendo un circuito neurologico riflesso integro e funzionale il piede riesce così “inconsciamente” a seguire l’atleta nella sua performance sportiva.

 

Dott. Falcone Gianluca
Osteopata D.O. M.ROI

One response on “L’approccio osteopatico alla distorsione traumatica della tibio-tarsica in ambito sportivo: studio clinico sperimentale (seconda parte)

  1. Alessandra Medda ha detto:

    Aggiungo che, il piede insieme alla dentatura e l’utilizzo della lingua rappresenta per il trattamento osteopatico posturale il 1°obiettivo. Ciao prof. Baci.

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