Patologia disfunzionale e valutazione dello scafoide

1 luglio 2014
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Patologia disfunzionale

La patologia disfunzionale dello scafoide sostanzialmente si riduce a due disfunzioni:

–       “Disfunzione in rotazione interna o tubercolo alto”

–       “Disfunzione in rotazione esterna o tubercolo basso”

 

Sostanzialmente la maggior parte delle disfunzioni, però, è rappresentata dalla prima tipologia.

 

La disfunzione in rotazione interna può presentarsi in seguito a un  trauma distorsivo del piede, in un piede piatto, o in caso di una successione meccanica discendente.

La sintomatologia è rappresentata da dolore elettivo a livello dello scafoide, nonchè dell’articolazione sottoastragalica.

Alla palpazione il tubercolo risulterà più prominente e alto, mentre la mobilità sarà maggiore nel senso della rotazione interna rispetto all’esterna, il tutto ovviamente in comparazione con il lato opposto.

 

Nella disfunzione in rotazione esterna è possibile individuare come meccanismo produttore un urto della volta del piede per caduta su un sasso o simile.

La sintomatologia è sostanzialmente sovrapponibile alla precedente, mentre noteremo alla palpazione un tubercolo meno prominente e più basso, in associazione ad una mobilità buona in rotazione esterna e ridotta nell’interna, rispetto al lato opposto.

 

Valutazione

Scafoide3_1La palpazione dello scafoide si effettua posizionando il piede in eversione per metterne maggiormente in evidenza il tubercolo posto sul lato mediale.

Lo scafoide può essere reperito partendo dall’astragalo e seguendone i profili superiore o laterale, ovvero partendo dalla porzione distale del piede sul lato mediale immediatamente dopo il primo cuneiforme.

I test di mobilità possono essere eseguiti in posizione prona o supina.

 

Test di mobilità da prono

E’ la posizione consigliata per l’esecuzione del test ed è sempre comparativa con il controlaterale.

  • Il paziente è in posizione prona, il ginocchio è flesso a 90°, la gamba è in appoggio al corpo dell’osteopata, posto omolateralmente con arto inferiore caudale sul lettino.
  • La mano craniale dell’Osteopata si posiziona sullo scafoide con presa a pinza pollice-indice sul tubercolo, la mano caudale  fissa l’avampiede;
  • Con la mano craniale l’Osteopata induce movimenti di salita (verso il lettino) e di discesa (verso il soffitto) del tubercolo dello scafoide;
  • Il test può essere eseguito con valutazione rispetto al calcagno, in questo caso la mano craniale impugna il calcagno, mentre la distale agisce sul tubercolo.
  • Il test di mobilità valuta la salita e la discesa del tubercolo scafoideo che corrisponde a movimenti di rotazione interna e rotazione esterna dello scafoide.

 

Test di mobilità da supino

Può essere eseguito singolarmente su un piede o simultaneamente su entrambi.

  • L’osteopata posizionato ai piedi del lettino frontalmente al paziente, con presa a pinza pollice-indice sul tubercolo mobilizza quest’ultimo in alto e in basso.

 

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