Scuole e regole nella formazione in osteopatia

22 agosto 2015
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FACCIAMO IL PUNTO SULLA SITUAZIONE LEGISLATIVA DELL’OSTEOPATIA IN ITALIA  

Articolo Osteopatia LA REPUBBLICA 21 Agosto 2015

 

 

Prendendo come spunto un articolo uscito il 21 Agosto 2015 su La Repubblica in merito alla situazione dei cugini d’oltralpe, ricordiamo che il riconoscimento dell’osteopatia in Francia è datato 2002 e che nel  2007 un decreto attuativo ha dato il via all’applicazione dell’Osteopatia francese regolamentata in funzione di precisi requisiti per chi la pratica.

 

Sempre in Francia la  formazione in Osteopatia ha avuto invece la sua riforma a gennaio 2014  quando il Dipartimento incaricato ha pubblicato un documento intitolato “I lavori sul dispositivo di accreditamento degli istituti di formazione osteopatica” , su 15 punti che definiscono gli standard degli istituti di formazione.

 

Sulla base di tale riforma si sono succedute valutazioni degli scuole presenti sul territorio francese e  a quanto pare, delle 37 presenti, solo 23 hanno ottenuto il benestare da parte dei tecnici del Ministero della Sanità (vedi articolo qui a fianco).


IN ITALIA

Nel nostro paese la situazione per il riconoscimento e la regolamentazione sembra smuoversi soprattutto in questi ultimi anni:

– 7 Luglio 2014: presentazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge dell’On. Binetti “Istituzione della figura professionale dell’osteopata” tramite il  DDL 2518 che verrà pubblicata dal sito del senato il 10 Settembre;

– 28 Luglio 2014 all’interno del DDL 1324 del ministro Lorenzin si inserisce l’emendamento 3.0.1 dall’On. De Biasi “Istituzione e definizione della professione dell’osteopata, laurea magistrale a ciclo unico in osteopatia e riconoscimento ed equipollenza dei titoli, istituzione dell’albo professionale”

– 28 Luglio 2014: presentazione emendamento 3.0.2  del Sen. D’Ambrosio Lettieri “Istituzione della professione sanitaria dell’osteopata, laurea magistrale a ciclo unico in osteopatia e riconoscimento ed equipollenza dei titoli”

– 12 Novembre 2014: presentazione alla XII Commissione (Igiene e Sanità) del Testo 2 dell’emendamento 3.0.1 della Sen.De Biasi al DDL Lorenzin che sostituisce il precedente testo sulla professione dell’osteopata da regolamentare ai sensi della legge 43/2006 sull’istituzione di figure professionali;

PUNTI DI VISTA

Le posizioni all’interno degli stessi osteopati e delle professioni sanitari si sono divise al susseguirsi dei passi intrapresi per il riconoscimento ed in specifico si sono creati sostanzialmente 3 fronti:

  1. Regolamentazione tramite via ministeriale tramite il ddl 1324 Lorenzin ed emendamenti successivi con passaggio istituzionale alle università della formazione : regolamentazione ai sensi della Legge 43/2006 con istituzione di nuova Professione Sanitaria in area Riabilitativa caldeggiata dal alcune associazioni in primis il ROI (Registro Osteopati Italia);
  2. Proposta di istituzione di un’area dedicata alle Medicine Complementari da inserire nel SSN come indicazioni OMS sulle T&CM (Traditional & Complementary Medicine) caldeggiata da alcune associazioni e comitati quali CRO, Fesios, Confosteopatia, CPO, UOI, PROS;
  3. Proposta di istituire una specializzazione in Osteopatia per Medici e Fisioterapisti.

 

 LA FORMAZIONE AL CENTRO DEL PROCESSO DI REGOLAMENTAZIONE 

Qualsiasi sia la strada che porterà alla regolamentazione in Italia, il concetto primario è che la formazione è l’aspetto principe che definisce la figura professionale dell’osteopata.

Concordiamo con i nostri cugini francesi che garante della formazione debba essere lo stato e che i suoi organi competenti debbano vagliare e vigilare gli istituti presenti attualmente anche in Italia  affinchè gli standard formativi siano alti e che si dia ampio spazio alla clinica e al tirocinio.

A conferma della necessità di avere alta formazione e nel contempo come importante passo di riconoscimento della figura dell’osteopata arriva il 16 Agosto 2015 dalla regione Lombardia la riforma sanitaria regionale con il PDL 228 il cui articolo 18 al comma 3-D cita: “la Regione, nell’ambito delle proprie competenze e funzioni, valorizza le Professioni Sanitarie nella rete del Sistema Socio Sanitario Lombardo, senza incremento di spesa sul bilancio regionale, in funzione dell’evoluzione normativa e delle prassi nazionali ed europee, con particolare riferimento all’attività dell’osteopata, favorendo in particolare, limitatamente alla competenza regionale in materia, l’innalzamento della qualità della formazione”.

 


Still

Anatomia, ancora anatomia, sempre  anatomia 

ripeteva il padre fondatore della Medicina Osteopatica Andrew Taylor Still oltre 140 anni fa.

 


Formazione,ancora formazione, sempre formazione.

dobbiamo pretendere per questa splendida disciplina.


 

 

 

 

 

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