STRESS OSSIDATIVO: i radicali liberi e l'approccio osteopatico come "terapia antiossidante"

4 settembre 2014
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STRESS OSSIDATIVO

Nell’ultimo decennio numerosi ricercatori hanno rivolto le proprie attenzioni ai radicali liberi, potentissime e dannose specie chimiche, generate naturalmente dall’organismo sia come sottoprodotto dell’utilizzo dell’ossigeno per la produzione di energia, sia come reazione fisiologica a vari fattori stressogeni cui è sottoposto il corpo (e ogni singola cellula) quotidianamente.

Nel corpo umano esiste un delicato equilibrio tra produzione ed eliminazione dei radicali liberi, grazie ai sistemi antiossidanti, dei quali parleremo più avanti. La rottura di questo equilibrio, indicata come STRESS OSSIDATIVO, provoca l’insorgenza di lesioni cellulari che, se gravi e protratte nel tempo, conducono a un’accelerazione del processo d’invecchiamento e di degenerazione cellulare.

 

Modificazione cellulare da Radicali Liberi

Modificazione cellulare da radicali liberi

Proprio per questo motivo la gran parte degli studiosi sono concordi nel ritenere i radicali liberi e lo stress ossidativo da questi provocato, come la causa principale dell’80-90% delle malattie.

E’ lungo l’elenco dei disturbi e delle patologie che potrebbero (usiamo il condizionale) essere causate dai radicali liberi, vediamone alcuni:

  • Disturbi delle cellule sanguigne;
  • Disturbi cerebrali tra cui la neurotossicità, la demenza senile, il morbo di Parkinsons e Alzheimer;
  • Disturbi oculari come la cataratta, retinopatia, degenerazione maculare;
  • Malattie gengivali;
  • Disturbi del tratto intestinale e del fegato;
  • Disturbi cardiaci e del sistema circolatorio;
  • Problemi e dolori articolari;
  • Disturbi polmonari come asma, enfisema;
  • Disturbi cutanei (psoriasi);
  • “Invecchiamento” precoce e deficienze immunitarie;
  • Cancro;
  • Lesioni immuno-infiammatorie;
  • Disturbi riproduttivi;
  • Danni al nucleo cellulare, al DNA con possibile mutazione genetica e/o cromosomica

L’elenco è sicuramente parziale, ma fa comprendere l’importanza di studiare a fondo queste dannose molecole e trovare tutti i modi per combatterle.

Ma cosa sono i radicali liberi?

In chimica si dicono “radicali” gli atomi che si trovano spesso raggruppati; questi gruppi solitamente rimangono uniti durante una reazione chimica e possono essere trasferiti tra molecole. Durante reazioni chimiche a elevata energia, ai radicali può essere sottratto un elettrone. Ciò comporta che il gruppo esca temporaneamente dalla molecola: si forma in questo caso un “radicale libero”.

Questo frammento instabile e ad alta energia è libero e a causa delle sue forze energetiche può attrarre un elettrone da altre molecole. Chiaramente può strappare un elettrone dalla maggior parte dei composti biologici; in questo modo ripristina il suo contenuto originale di elettroni, ma trasforma in radicale libero il composto da cui ha prelevato l’elettrone.

In altre parole un radicale libero è una molecola o un atomo particolarmente reattivo perché gli manca almeno un elettrone nell’orbitale esterno. A causa di questo aspetto chimico i radicali liberi sono altamente instabili e cercano di tornare all’equilibrio rubando all’atomo vicino l’elettrone mancante. Questo meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una reazione a catena che, se non viene arrestata in tempo, finisce col danneggiare le strutture cellulari.

Come si forma un radicale libero

Come si forma un radicale libero

Il sistema energetico della cellula agisce involontariamente come la fabbrica di radicali liberi più importante del corpo: queste scorie tossiche non possono quindi essere evitate.

Questi processi energetici sono alimentati dall’ossigeno, una molecola necessaria alla cellula per estrarre energia facilmente ma anche estremamente dannosa se si combina con l’idrogeno.

Eí quello che viene definito come il “paradosso dell’ossigeno”. Senza ossigeno una cellula non può estrarre tutta l’energia di cui ha bisogno per vivere, ma contemporaneamente l’ossigeno, già di per sè una molecola instabile e affamata di elettroni, è trasformato dai numerosi processi naturali del corpo nei radicali dell’ossigeno e in specie reattive ancor più pericolose.

E’ stato dimostrato inoltre come sia tanto più breve la durata della vita di una cellula quanto più veloce è il suo metabolismo. In pratica più rapidamente usiamo l’ossigeno per bruciare il glucosio producendo energia, più rapidamente creiamo radicali liberi dell’ossigeno come prodotto di scarto.

I principali tipi di radicali liberi che si vengono a formare sono:

  • Superossido;
  • Radicale idrossile;
  • Radicale lipoperossido;
  • Perossido di idrogeno;
  • Acido ipocloroso;

Tutte queste molecole sono in grado di danneggiare le proteine del corpo, le membrane cellulari, spezzare il DNA delle cellule; indebolire le difese naturali e aggredire altre funzioni essenziali del corpo predisponendo il terreno biologico a una maggiore vulnerabilità e per questo facilmente attaccabile da molte malattie. O comunque ostacolare il processo di guarigione.

Abbiamo visto quindi come la produzione di radicali liberi sia un evento naturale nelle reazioni biochimiche cellulari, soprattutto in quelle che utilizzano ossigeno per produrre energia.

Ma gli stessi radicali liberi possono essere prodotti anche a causa di numerosi fattori esterni quali l’esposizione a tossine ambientali (inquinamento industriale), droghe, fumo, alcol, farmaci, raggi ultravioletti, stress psicofisico, attività fisica intensa, additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti e nell’acqua e nei prodotti chimici per la pulizia domestica.

Questa reazione chimica può continuare fino a che una molecola biologica rimane permanentemente danneggiata. Gli scienziati hanno stimato che ogni cellula del corpo subisce circa diecimila attacchi al giorno da parte dei radicali liberi!!!

In conclusione di questa prima parte possiamo definire i radicali liberi come una delle cause principali dell’invecchiamento cellulare e della degenerazione dei nostri tessuti e il miglior modo per difendersi dal deterioramento organico dovuto al passare del tempo, è assumere quantità sufficienti di vitamine e minerali antiossidanti.

Ma se parliamo di degenerazione tessutale non possiamo non pensare al tessuto connettivale e quindi al sistema fasciale tanto caro al padre dell’osteopatia – il Vecchio Dottore -, come piace definirlo a noi osteopati, il Dottor Andrew Taylor Still.

Il nostro approccio osteopatico focalizzerà l’attenzione proprio su questo sistema e vedremo in seguito come tale trattamento possa risultare utile come una vera e propria “terapia antiossidante”.

Dott. GianlucaFalcone

Osteopata D.O. M.ROI

Direttore Didattico Istituto Osteopatico Fulcro

Bibliografia:

Becker R.E.: La vita in movimento, Futura ed;

Bottaccioli F.: Psiconeuroimmunologia, Red ed.;

Bottaccioli F.: Il sistema immunitario: la bilancia della vita, Ed. Tecniche Nuove;

Levine S.A.: Adattamento antiossidante: il ruolo nelle patologie da radicali liberi;

Passwater R. A.: Vivere meglio, più a lungo, Ed. Tecniche Nuove;

Speciani A. F.: Recuperare la tolleranza alimentare, Ed. Tecniche Nuove;

A.T. Still: Filosofia dell’Osteopatia, Castello ed.;

A.T. Still: Filosofia e Principi meccanici dell’Osteopatia, Castello ed.;

A.T. Still: Autobiografia, Castello ed.;

A.T. Still: Ricerca e Pratica, Castello ed.;

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